Gli Chef di Planetaria Hotels hanno intrapreso il loro #PlanetChefTour nelle più belle città italiane per farci conoscere tutti i cibi delle varie tradizioni locali e per omaggiarci di simpatici aneddoti.

ristorante a Trezzo sull'Adda

Oggi è la volta dello Chef Luciano che, dopo averci concesso una sua simpatica intervista, vuole intrattenerci con due storie della cucina genovese.

Un lago di biscotti

Chiunque sia passato per Genova avrà assaggiato, o anche solo sentito nominare, i biscotti chiamati Lagaccio. Ma chi di voi conosce la loro origine?

Tutto iniziò con Andrea Doria, un nobile divenuto ammiraglio, che nel 1500 fece costruire la sua sontuosa villa di fronte al mare. All’interno della villa erano presenti alcuni mulini e una fontana di Nettuno, entrambi necessitavano di molta acqua. Fu così che il Principe chiese di costruire una diga tra le colline di Oregina e Granarolo, necessaria per raccogliere le acque piovane e sorgive. La diga venne costruita e si formò un lago artificiale che, nonostante fosse utile anche agli abitanti della zona, a nessuno piacque e venne in modo dispregiativo chiamato Lagaccio.

Nel 1652, circa un secolo dopo, la Repubblica pensò bene di costruire, proprio in quella zona ricca d’acqua, una fabbrica di polveri da sparo. La fabbrica venne affiancata da un laboratorio della galletta che produceva un semplice tipo di cracker per rifornire le flotte della Repubblica e, proprio in quello stabilimento, iniziò la produzione di un particolare biscotto ricco e leggero che prese il nome di Biscotto del Lagaccio. Il quartiere Lagaccio esiste tutt’oggi a Genova.

Un mare di ceci

Un atro piatto tipico di Genova è La Farinata: una torta salata molto bassa, preparata con farina, ceci, acqua, sale e olio evo.

Il piatto risale al 1284, quando Genova sconfisse Pisa durante la battaglia della Meloria. Le galere genovesi, cariche di vogatori prigionieri, si trovarono coinvolte in una tempesta che fece rovesciare alcuni barattoli d’olio e sacchi di ceci che si inzupparono nell’acqua salata.

Il possibile venne presto recuperato, per via della mancanza di provviste, e ai marinai venne servito nelle scodelle una purea di ceci e olio. Alcuni marinari rifiutarono la poltiglia e la lasciarono al sole che fece asciugare il composto in una sorta di frittella.

Il giorno seguente, spinti dalla troppa fame, i marinai iniziarono a mangiare il preparato scoprendo che alla fine non era poi così male. Rientrati in terra i genovesi vollero migliorare la scoperta e iniziarono a cuocere la purea al forno. Il risultato fu molto apprezzato e, per schernire gli sconfitti, prese il nome de “l’oro di Pisa”.

#PlanetChefTour

Ringraziamo lo Chef Luciano che ha voluto raccontarci due simpatiche storielle su alcuni piatti tipici della tradizione genovese. Non ci rimane che consigliarvi di passare al Ristorante Salgari o alla Trattoria Tralalero per provare la cucina del bravissimo Chef. Le tipicità genovesi sono in assoluto i suoi cavalli di battaglia! ;)

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