Nel mezzo del cammin dell’Evolution
Ci ritrovammo in fronte a libreria
Nel loco del living nomato Sophia
Che d’ogne libro ha in sé la magia

Corso Sempione, luglio 2016.

Luglio sta volgendo al temine ma i lavori dell’#EnterprisEvolution sono ancora nel vivo e altrettanto nel vivo è la nostra rubrica #UnLibroinHotel, che torna oggi col suo terzo appuntamento.

Quest’oggi abbandoniamo i toni realistici e seri che hanno caratterizzato la scorsa settimana per calarci in una realtà più romanzata. Nella nostra Event Plaza, vicino al Sophia’s Living di Enterprise Hotel dove si trova la nostra biblioteca, Giulia del recupero crediti ci sta aspettando sul tatami sfogliando un libro che le è piaciuto talmente tanto da volercene parlare, scritto da uno degli scrittori italiani più bravi e conosciuti che ha partecipato anche al #salonedellibro di Torino.
Si tratta di “Che la festa cominci” di Niccolò Ammaniti, edizioni Einaudi.

Ciao Giulia! Allora, puoi dirci che cosa ti aspetti da questa rubrica e perché hai deciso di partecipare?
<< Sia perché volevo consigliare questo libro, sia perché mi piace l’idea che questa rubrica racconti anche di letteratura italiana, che trovo un po’ dimenticata.>>

 

Un Libro in Hotel

Titolo: Che la festa cominci
Autore: Niccolò Ammaniti
Edizioni: Einaudi
Anno: 2009

 

Quali sono i tuoi autori italiani preferiti?
<< Trovo molto intenso Alessandro Baricco, anche se non rispecchia esattamente il mio stile. Poi mi piacciono i classici… tornando indietro il primo che mi viene in mente è Calvino. Lo adoro, è intensissimo: in particolare mi immedesimo ne “Il Barone Rampante”.
Un altro dei miei autori preferiti è, ovviamente, Niccolò Ammaniti, che scrive come se i testi fossero un concerto: li articola in diversi momenti e diversi ritmi, ma è considerandoli nel loro insieme che si apprezza pienamente la bellezza di ciò che scrive.>>

Visto che ci presenti proprio una delle sue opere, vuoi spiegarci “lo scrittore Ammaniti” secondo te?
<< È uno degli scrittori più particolari del panorama contemporaneo. Il suo stile è “assurdo”, la sua attualità e la sua ironia pazzesche: mi ricorda tantissimo la voracità e la violenza che mettono i sudamericani nel loro modo di scrivere, come per esempio Márquez. Però è ancora più sottile e già questa è una sua particolarità.
In più, questa violenza, cioè questo modo di esprimersi in modo grezzo, anche utilizzando il turpiloquio, è espressa in modo talmente satirico che non si può fare a meno di restarne affascinati. Credo che sia uno di quegli autori che o si ama o si odia.>>

Siamo tutt’orecchie per ascoltare il tuo consiglio dell’estate 2016!
<< “Che la festa cominci” lo consiglio a chiunque abbia voglia di farsi una risata intelligente. Io difficilmente rido quando leggo, di solito provo più un divertimento interno, ma questo mi ha fatta ridere apertamente. È divertente in modo sottile e intelligente.
È la storia di una festa raccontata da diversi punti di vista. Narra così l’arrivo dei personaggi, ciascuno lì per diverse motivazioni: c’è lo scrittore che gioca a fare il playboy quando in realtà è un insicuro cronico che vede la possibilità di riscattarsi dalla sua fama di radical chic prendendo parte all’evento, c’è l’uomo vittima di un matrimonio infelice che decide di fondare una setta satanica, in realtà piuttosto “sfigata”, con altri ragazzi che si trovano lì con l’intenzione di attuare un mega omicidio di una cantante super famosa.
Il finale, poi, non è banale ma piuttosto è uno di quelli che lascia perplessi: Ammaniti è un maestro nel creare quasi un senso di irreale all’interno del libro e alla fine inserisce un fatto che quando lo leggi pensi “cavoli, siamo allo stravolgimento della realtà!”. Invece è proprio quell’elemento lì che fornisce la chiave per leggere la sua satira, la sua ironia e persino la sua descrizione della vita in maniera molto concreta.
Mi ha lasciata col sorriso e quella sensazione addosso che non avrei mai potuto leggere nient’altro. >>

È il tuo libro preferito tra quelli di Ammaniti?
<< È uno di quelli che mi ha colpita di più perché fa uno splendido ritratto satirico della società di oggi: attraverso i suoi personaggi, ben diversi dai classici eroi e pieni di insicurezze, ansie e paure, riesce a ricreare delle caricature di pregi e difetti facili da riscontrare in qualsiasi persona che in questo momento vive e respira in una società con un sacco di problematiche. È divertente.>>

Concludiamo chiedendoti qual è secondo te un difetto di questo testo.
<< Se proprio ne devo trovare uno è che è troppo breve. >>

E voi avete da suggerirci un romanzo che vi è piaciuto così tanto da desiderare che non finisse mai? Chi sono i vostri autori italiani preferiti? Fatecelo sapere sulla nostra pagina Facebook, condividendo con noi le vostre opinioni!
#unLibroinHotel oggi si conclude qui, ma STAY TUNED perché la settimana prossima l’avventura continua tra le dune del deserto e le assolate spiagge oltre i confini del mondo! Dove vi porteremo?!!

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Informazioni sull'autore

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